Ginevra, 1895: un morbo misterioso si diffonde sulle sponde del lago Lemano, in Svizzera. La gente mormora di maledizioni e caccia alle streghe. Ma Mimi non ci crede e grazie alla sua passione per la chimica inizia a cercare la verità. Ma le streghe esistono davvero?
Mercoledì 8 aprile, le classi seconde della scuola secondaria San Paolo hanno incontrato, alla Sala dei Notari, Valentina Federici, autrice di “Morte alla strega”, un giallo storico edito da Il Castoro che mescola avventura, colori, fiori, romance e chimica in un’atmosfera da Belle Époque.
I ragazzi non si sono fermati. Domande su domande: sulla storia, sui personaggi, su come nasce un’idea e su come si trasforma, attraverso l’editing, in un vero e proprio manoscritto (Il Cartino di Book on a Tree), fino al rapporto tra scrittura e intelligenza artificiale.
Valentina ha risposto a tutto, senza filtri, lasciando tra i tanti un messaggio importante: le donne accusate di stregoneria erano spesso solo troppo libere, troppo curiose, troppo coraggiose per il loro tempo. Proprio come Mimi, che invece di credere alle voci usa la scienza per affermare la verità.
Un modello che parla anche a noi oggi: la caccia alle streghe non è solo passato, ma una dinamica sociale sempre possibile, che riemerge quando paura, controllo e bisogno di capri espiatori si intrecciano. È così quindi che, in un mondo pieno di algoritmi e disinformazione, saper distinguere il vero dal falso è la competenza più preziosa che possiamo avere.
Che aspettiamo a leggere il seguito… “Le streghe non esistono”?

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